lunedì 15 marzo 2010

Trattativa selvaggia

Parlando con alcune persone di diversi centri media è venuto a galla che è praticamente impossibile mantenere o rispettare tutti gli impegni presi sul fronte dei prezzi della pubblicità nelle innumerevoli gare del 2009. Questo perchè si fa troppo affidamento sulla crisi delle concessionarie e si pensa che si possa arrivare fin sotto il fondo del barile già raschiato. E` evidente però che oltre un certo limite non si possa andare. A questo punto che fare? In molti contratti c' è la classica penale e credo che molte agenzie preferiscano pagarla piuttosto che perdere un cliente dopo appena un anno. E' un sistema malato che chiama in causa la misurazione del ritorno sulla pubblicità, tema che ognuno degli attori coinvolti vede a proprio modo, a volte senza una linea comune.
C' è pure un altro aspetto. Se sono costretto a buttarmi nel baratro per ottenere sempre più sconto, accettando anche le logiche legittime della concessionaria che, nei vari "pacchetti" infila anche veicoli assolutamente fuori target, che fine fa il mio ruolo di consulente sulla scelta dei migliori mezzi per veicolare il messaggio del mio cliente?

martedì 2 marzo 2010

Conflitto d'interessi in Francia

In Francia c'è subbuglio per la possibilità che il gruppo Publicis entri a far parte del consiglio d' amministrazione di France television publicité, la concessionaria della tv statale. In questi giorni è curioso vedere che i concorrenti (Omnicom, Wpp) stanno riempiendo le pagine dei quotidiani con annunci diretti al ministero delle telecomunicazioni per fermare quello che si presenta come un gigantesco conflitto di interessi. Viene da ridere a pensare alla stessa situazione in Italia.
Qui un articolo (l'ho trovato solo in francese) che spiega come stanno andando le cose.

giovedì 18 febbraio 2010

Havas a servizio completo

Il gruppo Havas ha deciso di concentrare il proprio business in un' unica struttura. Il Presidente sarà Dario Mezzano (pubblicitario "classico"), mentr il vice sarà Alessandro Mandelli (media "classico"). Mi sembra di avere capito dalle varie agenzie che il gruppo fornirà un servizio integrato pubblicità e media nella logica di migliorare i risultati e ottimizzare il servizio al cliente. E' una notizia molto interessante. Si tornerebbe praticamente al servizio completo anni 80 di cui si è parlato parecchio e che personalmente vedo positivamente. Inoltre il tutto parte da un network non proprio irrilevante e che ha alla guida un signore abbastanza scaltro come Vincent Bollorè. Forse che qualche importante azienda ha dato dei segnali in questo senso e l' agenzia si adegua prontamente? Ultima cosa: media e pubblicità staranno negli stessi uffici? non sono riuscito a capirlo.

giovedì 11 febbraio 2010

Spostamenti o risveglio?

Pubblicità: Nielsen, il 2009 si chiude con un calo degli investimenti

A fine anno si registra quindi un meno 13%, con tutti i vari dettagli più o meno citati per tutto il 2009. La cosa che mi piacerebbe sapere, visto che la Nielsen, più o meno si basa sui fatturati dichiarati dalle concessonarie, e in particolar modo della Tv, è se quella ripresina che viene da più parti citata negli ultimi due mesi dell' anno è figlia di un effettivo risveglio, oppure si tratta di campagne anticipate e spostate anche finanziariamente da un anno all' altro? Difficile capirlo. Ecco, in questo caso, i grandi centri media hanno effettivamente il "polso" della situazione e possono interpretare i dati ufficiali Nielsen.

(Teleborsa) - Roma, 8 feb - Il 2009 ha registrato una flessione degli investimenti pubblicitari che in Italia è stata del 13,4% a 8.515 milioni di euro, rispetto al 2008. A renderlo noto la rilevazione periodica di Nielsen.
Nel corso dello scorso anno la televisione, tenuti in considerazione sia i canali generalisti che quelli satellitari targati Sky e Fox, ha riportato una flessione del 10,2%, il trend ha invertito la rotta a dicembre quando si è registrata una crescita del 2,5%.
Per quato concerne la carta stampata nell'intero anno ha riportato una contrazione del 21,6%, segno meno anche per la radio che ha ceduto il 7,7%. Buone notizie sono giunte, invece, dal pianeta internet che ha visto gli investimenti pubblicitari aumentare del 5,1% lo scorso anno.

mercoledì 20 gennaio 2010

Sipra, dove vai? ci sei?

Da quando Maurizio Braccialarghe ha lasciato la Sipra, la concessionaria delle reti tv Rai è senza un amministratore delegato. Si attende il decadimento del CdA in primavera e a quel punto si rinnoverà tutto (forse). In una situazione in cui nel 2009 la perdita per Rai legata alla raccolta si aggira intorno al 17% e in cui dalle parti di Segrate/Cologno Monzese non si sta molto meglio, leggendo del presumibile prossimo taglio del 15% sugli investimenti per le reti del biscione, il solito immobilismo parastatale non contribuisce a presagire un futuro roseo per la Sipra. Leggevo che anche i Centri Media si stanno lamentando della totale mancanza di referenti autorevoli in Sipra e, diciamolo pure, a pensare male si sbaglia ma forse ci si azzecca. Nel senso che sembrerebbe che le due principali concessionarie tv percorrano come al solito lo stesso binario, come se avessero lo stesso capotreno.
Se qualcuno ha tempo e voglia si vada a sentire le sedute della commissione di vigilanza Rai che si tengono tutte le settimane più o meno (si trovano sul sito della Camera o su Radio Radicale). Sono illuminanti e fanno capire il totale immobilismo del settore radiotelevisivo che dovrebbe essere servizio pubblico.

mercoledì 13 gennaio 2010

Giornalismo, in Italia e nel mondo

ROSARNO, IL VIDEO DELLA BBC TRASMESSO UN ANNO FA . - Finanza in Chiaro - Editoriali - Notizie - Borsa & Mercati

E' bello ogni tanto fare qualche considerazione non necessariamente sulla pubblicità (ma poi è sempre di tv di cui si parla) e quindi in questo video si può ammirare un servizio di chi un anno fa denunciava la situazione esplosiva di Rosarno. Peccato che il servizio sia stato fatto da un emittente inglese.
Lo spunto mi è venuto vedendo una rubrica che conduce il giornalista Massimo Gramellini nella trasmissione di Fazio, in cui si elencano in una classifica le notizie più importanti della settimana precedente. Sabato scorso, con enfasi, come era logico, al numero 1 i fatti di Rosarno (link). Il giornalista è bravo, preparato, colto. Perchè la classifica non la fanno al contrario qualche volta, denunciando prima quello che potrebbe accadere?
Che ne so, magari sulle carceri dove c'è una situazione esplosiva. Alla prima rivolta finirà al numero 1, scommetto. Dopo i fatti, però.

martedì 12 gennaio 2010

Giornalismo e Search Marketing

Questo articolo è parecchio interessante. Della serie il giornalismo si deve piegare alle logiche imposte dalla tecnologia e, soprattutto, del monopolista Google?
Fino a ora era facile infatti, nelle redazioni, salvarsi in calcio d'angolo rispetto al rigore calciato dalla pubblicità. Adesso la porta è sempre più grande e parare è difficile...