Negli ultimi giorni di Ottobre un importante Azienda italiana, la Barilla, ha deciso di cambiare agenzia media dopo parecchi anni (potrebbero essere quindici ma non ne sono sicuro).
La cosa che mi ha colpito e che coinvolge un discorso più ampio relativo alle notizie sull’industria della pubblicità, è che, come al solito, le varie testate di settore hanno comunicato la pura e semplice notizia, stile velina Minculpop. Fateci caso, non c'è mai su queste testate uno straccio di commento.
La domanda è semplice: perché non si approfondisce una notizia del genere? Eppure di cose da dire ce ne sarebbero tante. Per esempio azzardare una qualche ipotesi preliminare sul perché una delle più importanti Aziende italiane decide di indire una gara, oppure chiedersi cosa rischiano le persone che si occupano di un cliente simile da anni, e non mi riferisco alla perdita del lavoro, ma semplicemente al fatto che in due/tre mesi si sarà costretti a stravolgere completamente il proprio profilo professionale. In casi del genere la palla in corner viene sempre buttata con la frase “è già un successo avere salvato i posti lavoro”. Lungi da me criticare, perché in un momento del genere so bene che c’è veramente da ringraziare per il mantenimento di una posizione sicura.
Il senso è che parlare di questo spalancherebbe le porte finalmente a un dibattito sulla professione “media” e su tutta una serie di problematiche annesse e connesse.
Ma esiste ancora qualcuno che vuole parlare?
Alla prossima.
venerdì 9 novembre 2007
notizie media
Argomento:
notizie centri media
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1 commenti:
mi associo al commento di alessia. grazie.
sono d'accordo che salvare il posto di lavoro sia una priorità, ma forse sarebbe anche interessante capire quale posto di lavoro si cerca di salvare.
secondo me, infatti, chi fa il media per 'passione' è in minoranza rispetto a coloro che hanno trovato nel media un ambiente tutto sommato comodo.
mi sembra comunque che la situazione stia un po' cambiando.
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