mercoledì 30 aprile 2008

Web marketing

Due interessanti studi su E-mail e Search marketing

martedì 29 aprile 2008

Crisi dei centri media ? (4)

Ho notato che, da quando è stato aperto questo blog, le persone che mi contattano più frequentemente sono i giovani che lavorano nei centri media, molto delusi dalle loro prime esperienze lavorative. Le domande e le perplessità sono più o meno le stesse e riguardano vari argomenti, come per esempio le opportunità di crescita professionale oppure dei chiarimenti tecnici che nessuno si preoccupa di fornire loro nell' ambito della sfera legata al loro lavoro quotidiano. Questo da un lato mi preoccupa ma dall' altro non fa altro che confermare la stagnazione e la scarsità di prospettive a lungo termine all'interno dei centri media di cui ho scritto diverse volte. E' ovvio che ci sono delle eccezioni, spesso però legate alla lungimiranza di qualche vecchio "senatore" e non a un discorso strutturale. Sarebbe interessante avere qualche opinione anche da parte di chi nei centri media lavora da anni, giusto per avere un confronto e capire se questi giovinastri raccontano fregnacce oppure qualcosa di vero esiste.

giovedì 24 aprile 2008

Polemiche radiofoniche

L'altro giorno è esplosa una polemica tra il gruppo Finelco, il gruppo Radio e Reti e Audiradio. In poche parole Finelco (editore di Radio 105, Montecarlo e Virgin) aveva commissionato una ricerca sugli ascolti a Demoskopea che, non si sa come non si sa perchè, è finita sulle pagine di Italia Oggi. E allora, direte voi? Il fatto è che l'indagine certificava ascolti più alti rispetto ad Audiradio. La cosa ha fatto imbestialire Enzo Campione il presidente di Radio e Reti (che paradosso dei paradossi possiede l'1% di Virgin Radio) che ha accusato Finelco di minare l'arbitro condiviso da tutti, cioè Audiradio. Altro scambio di accuse sul mancato rispetto dell' affollamento (dal primo gennaio 2008 Upa, AssoComunicazione e la maggior parte del mercato degli ascolti radiofonici, ma non Finelco e il gruppo L'Espresso, hanno firmato un accordo per certificare l'affollamento radio. In sostanza gli spot non dovranno occupare più di 10,8 minuti per ora, ossia il 18%).
A parte il solito problema delle varie partecipazioni incrociate ci sarebbe da capire chi ha divulgato l'indagine, considerato che tutti i soci Audiradio ne erano a conoscenza prima, visto che il gruppo Finelco ne aveva già trasmesso i risultati. Quindi qualcuno aveva interesse a far esplodere il vespaio, non si sa a beneficio di chi.
La radio mi ha sempre dato l'impressione di essere un mezzo dalle potenzialità enormi, ma per certi versi ancora gestito e pianificato con criteri commerciali antiquati. C'è sempre qualcuno che non è d'accordo su qualcosa e scarsa unità di intenti. Per esempio l'accordo sull' affollamento. In teoria è un buon passo avanti, ma non tutti lo hanno sottoscritto e onestamente non ne ho ben capito le ragioni. Sono ben accette opinioni sul vostro percepito del mezzo radio.

martedì 22 aprile 2008

Mercato dei centri media



Secondo l'istituto di ricerca recma il 73% dei budget pubblicitari passa attraverso i centri media (dato 2007). Il 28% delle aziende continua a gestirsi le pianificazioni internamente. Leader è il gruppo WPP con le 5 agenzie che lo compongono.

lunedì 21 aprile 2008

Google a tutto campo

Questa notizia è molto interessante. Il tentativo del colosso di Mountain View è quello di spingere l'utenza internet a crearsi la propria campagna e ad acquistare gli spazi di conseguenza sui mezzi tradizionali con il vantaggio di avere un ritorno immediato in termini di misurabilità ed efficacia della campagna.
In Italia la vedo dura. Al di là della legislazione da cambiare, bisognerebbe sradicare anni e anni di routine e meccanismi solidificati nella testa dei cosiddetti guru del marketing per poter inserire una novità del genere. Sperare però non costa niente, e noi ci speriamo!

mercoledì 16 aprile 2008

Festival di Venezia....

....che non è quello del cinema ma è quello del media. Vale a dire che a questo appuntamento annuale si riuniscono tutti i manager mondiali delle principali agenzie per fare il punto della situazione e discutere del futuro. Sul sito di advexpress ci sono delle interviste ad alcuni autorevoli esponenti. Si parla di integrazione dei canali, di formazione dei nuovi manager, della creatività all' interno delle agenzie media ecc. ecc. Molto schietto Federico de Nardis di MC2, il centro media di Fiat, che ha dichiarato di avere sentito le stesse cose un anno prima.
Peccato che nessuno parli dell' offerta media in Italia. Il nostro mercato è il più ingessato del mondo (occidentale ma forse anche altro....)in termini di opportunità di veicolazione del messaggio. I nostri editori sono tra i più lenti nello sviluppo di questo importantissimo aspetto, che è banalmente dove andare a inserire la pubblicità, poichè si trovano a scontrarsi con varie caste, per esempio quella dei giornalisti, e poi sono terribilmente pigri. Non è un caso che l'unico mezzo in cui è possibile azzardare in termini di creatività è l'affissione in cui ci si muove come in una jungla spesso senza regole.
Quindi non sarebbe male che questi signori si spingessero un pò più in là della classica dichiarazione di rito sulla nuova proposta dei centri media e coinvolgessero di più uno degli attori principali del mercato, cioè gli editori, per chiedere loro più innovazione.

martedì 15 aprile 2008

Elezioni e sistema pubblicità

E così Silvio Berlusconi ritorna in sella. Ma cosa può cambiare, o non cambiare, nel sistema pubblicità? Il rapporto tra agenzie media e concessionarie/editori rimarrà lo stesso?
Una cosa mi ha colpito ieri sera. Nella villa di Arcore a discutere e commentare i risultati elettorali c'erano Marcello Dell' Utri, Giuliano Adreani e Fedele Confalonieri oltre a Sandro Bondi. Nessuno della Lega e nessuno di AN. Chi lavora come noi in pubblicità sa bene cosa significano quei nomi. Sono le persone che hanno fondato Mediaset e Publitalia e che ora si apprestano a guidare l'Italia per cinque anni (speriamo nel modo migliore).
Nelle agenzie, si sa, le simpatie sono prevalentemente rivolte verso il centro sinistra, però poi, con un pò di ipocrisia, ogni volta che vince Berlusconi si dice che in fondo così non può che andare bene, visto che la pubblicità ha fatto la fortuna del Cavaliere.
Siamo però così sicuri che dalle parti di Cologno siano sempre convinti che le agenzie media siano i partner più affidabili, strategici e funzionali agli obiettivi della raccolta pubblicitaria in Tv? In teoria sì e quindi non penso che cambierà nulla in termini di legislazione. Però, attenzione, perchè i volponi fiutano i cambi di tendenza lontano chilometri e da un giorno all' altro i venti possono cambiare.

mercoledì 9 aprile 2008

Audiweb

Ieri sono stato al circolo della stampa per la presentazione della nuova indagine audiweb. Sul sito trovate i dettagli tecnici e la presentazione di Enrico Gasperini.
Al di là della solita insopportabile attesa di tre quarti d'ora prima dell'inizio della conferenza e della sala stracolma di gente, lo sforzo e il tentativo dei promotori è importante e degno di nota. Intanto perchè forse per la prima volta siamo tra le avanguardie in Europa per il lancio di un sistema di rilevazione integrato legato al web e anche perchè ritengo sia un bel segnale per il mondo della comunicazione in un momento abbastanza delicato.
Due cose però mi hanno colpito. Enrico Gasperini si stupiva nella sua presentazione del fatto che i budget dedicati al web in Italia siano ancora al 6% mentre in UK per esempio siamo al 17%. Bè in un Paese nel quale la televisione raccoglie circa il 60% delle risorse mi sembra che il 6% sia al contrario un ottimo risultato. Non dimentichiamoci che c'è chi in Publitalia sostiene che il fenomeno internet sia in calo...
La seconda cosa è legata all' operatività. Cioè quanto sarà facile pianificare internet attraverso la nuova audiweb? Mi sembra di aver capito che da Giugno parte una fase sperimentale con le software house che gestiscono i programmi di planning. A occhio il compito sarà arduo viste le innumerevoli possibilità di formati, di listini e la frammentazione delle concessionarie. Comunque sempre meglio provarci che restare al palo....
Qui di seguito i video dell' intervento di Enrico Gasperini.(Dal sito blogosfere)



lunedì 7 aprile 2008

Quanto valgono i nostri manager

Il caso del manager di Telecom, novello aiutante di campo della Guardia di Napoleone, ha fatto il giro della rete, ma poco dei circuiti dell' informazione tradizionali.
Questo post sul blog dell' Espresso mi trova totalmente in sintonia. Gli argomenti possono essere applicati anche per le nostre aziende.....

giovedì 3 aprile 2008

mercoledì 2 aprile 2008

Quanto costa Sky?

Non mi piace molto paragonare Sky alla tv generalista in funzione del costo contatto. Poichè però l'approccio della vendita degli spazi da parte di sky ricalca il metodo della tv commerciale, qualche piccolo paragone lo si può fare. E d'altronde alcune grandi holding del settore largo consumo acquistano la tv satellitare avendo come riferimento proprio il costo contatto.
Dunque nel mese di Gennaio 2008 analizzando il costo per mille contatti sul target 25-44 anni, che è poi quello più appetibile, la situazione è più o meno questa:

Sky: 8,59
Mediaset:10,30
La7: 9,45
Rai: 19,10

Devo dire che mi sarei aspettato un gap leggermente più alto con Mediaset che invece tiene botta....

martedì 1 aprile 2008

Crisi dei centri media? (3)

La separazione dei reparti media dalle agenzie di pubblicità ha fatto bene o male allo sviluppo e alla conseguente crescita del settore? Questa è la domandona delle cento pistole!
Quando qualcuno ha fiutato il business una ventina di anni fa e più ha pensato che i centri media nascenti avrebbero alla lunga soppiantato il pensiero strategico di tutto il processo di marketing. Io penso che abbia sbagliato. Non nel breve/medio periodo ma a lungo termine e l'attuale situazione penso mi dia ragione. Nelle centinaia di interviste che si leggono dei manager dei centri media gli argomenti principali sono i numeri e lo sviluppo del billing amministrato. Al di là di questo non si va. Ma non è colpa loro, è che è complicato fornire delle visioni sul futuro di un settore legato alla fin fine da un processo di gestione quasi "amministrativo". Diverso è il punto delle Agenzie di pubblicità. Qui il pensiero e la creatività possono avere dei cicli di stanca ma poi si riprendono perchè appunto il fulcro è la creatività. E' ben difficile far passare nelle aziende il concetto di media creativo. I centri media più illuminati capiscono e sentono la necessità di innovarsi e quindi tentano nuove strade e nuovi approcci. Poi però dimenticano o tralasciano per meglio dire la loro vera missione: cioè l'ottimizzazione dei canali attraverso cui deve passare il messaggio, semplicemente questo.
Ho letto che Mindshare, uno dei centri media più importanti, apre un reparto creativo (come peraltro anche altri hanno fatto tipo Carat credo). Siamo sicuri che sia la strada giusta? Oppure non sarebbe meglio "tornare a Canossa" verso le Agenzie di pubblicità? La mia idea è che alla fine la strada che si percorrerà sarà quest' ultima, e sarà quella giusta.