Vado un po' fuori dalla logica della pubblicità ma non troppo. C'è una cosa che mi sto chiedendo da qualche giorno. Cosa ci fanno in tv praticamente tutti gli atleti che hanno partecipato alle Olimpiadi? Grambassi, Vezzali, i nuotatori dell' Isola dei Famosi di cui non ricordo il nome, adesso il pugile Russo e l'altro schermidore (si dirà così?) Tagliarol. E' un'invasione inspiegabile, se non fosse che per raggranellare due lire in più su suggerimento di qualche scaltro talent manager forse ci si fa un pensierino. D'altronde le Olimpiadi arrivano ogni quattro anni.
Tutto questo per confermare se ce fosse ancora bisogno la povertà di contenuti e di idee di un mezzo (la tv) in coma irreversibile. Se però volete pianificare qualche spot nei pochi programmi con un minimo di spessore seguite qui il palinsesto intelligente. Pochi ascolti ma nessun senso di colpa....
martedì 30 settembre 2008
Sportivi in tv
mercoledì 24 settembre 2008
Un futuro senza numeri?
Presentato ieri il rapporto sul futuro della pubblicità da Upa in collaborazione con Astra (lo trovate qui).
La grande novità è che nessuno se la sente di fare previsioni. Quindi per la prima volta nessun numero. Non sanno nulla i mezzi, non sanno nulla le aziende, figuriamoci i ricercatori. Inquietante no? O forse rassicurante? Io la vedrei positivamente. Finalmente non ci saranno i balletti delle cifre sui quali onestamente ognuno può inventarsi quello che vuole senza paura di essere smentito. Per esempio ricordo che fino a Giugno la stessa Upa prevedeva una chiusura dell' anno a +3,6%. Ieri, due mesi dopo, si passa all' 1,6%. Insomma tutti la vedono grigia a tinte nere, non siamo ancora al "si salvi chi può" ma quasi.
In fondo è la solita Italia, quella che vediamo tutti i giorni, in cui bisogna vivere alla giornata, perchè la pubblicità dovrebbe differenziarsi?
Più volte ho parlato della crisi dei centri media in questo blog. Ieri si è dimostrato perplesso anche Enrico Finzi. In breve, secondo Finzi, mancano le grandi professionalità, le retribuzioni non sono adeguate, é sempre più forte il peso delle multinazionali che applicano modelli internazionali su scala nazionale, non si riesce a utilizzare in modo strategico e integrato i mezzi in funzione dei cambiamenti, i clienti sarebbero refrattari ai diritti di negoziazione.
Per il futuro, Finzi prevede un ridimensionamento dei centri media a vantaggio della "market intelligence" vale a dire consulenza specializzata.
In chiusura una battuta. E' paradossale ma intrigante: chi lavora con i numeri e con le previsioni, da oggi può anche farne a meno, viviamo tutti alla giornata!!
martedì 23 settembre 2008
La Sardegna esiste?
Entro fine Ottobre la Sardegna passerà al digitale terrestre (comunicato dal sito del ministero delle telecomunicazioni). Mi chiedo cosa succederà con l' Auditel. Ho scoperto che il campione attuale già escludeva la provincia di Cagliari (dal sito auditel). Ma da Marzo, Rete4 e Rai2 non sono più visibili in analogico anche nel nord della Sardegna. Quindi mi viene da pensare che la pubblicità su queste due reti in questi cinque mesi in Sardegna è stata vista solo dai pochi in possesso dell' apparecchio digitale. Solito pasticcio italiano io direi e soprattutto qualche soldino buttato via, vista l'audience "fantasma".
martedì 16 settembre 2008
...infatti....
PUBBLICITA': NEI PRIMI 7 MESI INVESTIMENTI +0,5%
MILANO (ITALPRESS) - Gli investimenti pubblicitari del periodo gennaio-luglio 2008 - secondo i dati di Nielsen Media Research - hanno raggiunto i 5.239 milioni con un incremento del +0,5% sul corrispondente periodo dell'anno scorso. La variazione di luglio 2008 su luglio 2007 e' del -3,7%. Considerando l'andamento a livello di settori, da gennaio si registra un trend positivo per Telecomunicazioni (+4,9%) e Abbigliamento (+10,7%) e negativo per Bevande/Alcoolici (-4,9%), Finanza/Assicurazioni (-7,2%) e Media/Editoria (-3,5%). Valori in leggera flessione anche per Auto (-1,3%) ed Alimentari (-0,5%). I Top Spender del periodo sono, nell'ordine: Unilever, Vodafone, Wind, Ferrero, TIM, P&G, Volkswagen, Fiat Div.Fiat Auto, Barilla, L'Oreal Saipo.
L'analisi per mezzo evidenzia sul progressivo a luglio 2008 una leggera crescita della Televisione (+1,5%) e un rallentamento della Stampa (-3,4%). In particolare, i Quotidiani a pagamento registrano il -3,6%, con la Commerciale Nazionale a -7,4%, la Locale a +3,5% e la Rubricata/Di Servizio a -2,3%. Sui Quotidiani sono in forte calo gli investimenti delle Automobili (-18,3%) e della Finanza/Assicurazioni (-16,8%), mentre continua il trend positivo dell'Abbigliamento (+23,7%). I Periodici sono in flessione del -3,2%, con un deciso rallentamento soprattutto nel mese di luglio 2008.Tra i settori, cresce l'Abbigliamento (+7,1%), ma diminuiscono Cura Persona (-10,5%), Abitazione (-3,3%) e Alimentari (-9,7%).
La Radio da inizio anno cresce del +5,1% e raggiunge i 306 milioni. L'Outdoor si assesta sul +1,0%, mentre il Cinema e' a -15,5%. Internet ha un incremento del +20,7% sul periodo cumulato, ma del +7,6% sul mese. La raccolta sulle Cartoline pubblicitarie e' di 4,3 milioni contro i 4,1 milioni del 2007 (+5,4%).
(ITALPRESS).
ads/com 16-Set-08 11:16
Previsioni chiusura 2008
Tutte le agenzie si stanno affannando nel rivedere le stime degli investimenti pubblicitari 2008. All' inizio dell' anno c'era qualche segnale di ottimismo e molti si spingevano a dire che l'anno avrebbe chiuso al +3/4 anche +5%. Il mercato sarebbe stato trainato dagli eventi sportivi, da internet e da un certo risveglio dei big spender largo consumo. Invece, internet mostra già qualche scricchiolio, i big invece di investire, tagliano i budget....
La realtà a fine Settembre è questa. Basta fare due chiacchiere con le concessionarie di pubblicità e ci si rende conto subito che si sarebbe dovuto portare un secchio per raccogliere le lacrime. La cosa che mi colpisce è che stavolta la faccenda sembra seria e alcuni paventano scenari apocalittici in cui addirittura la pubblicità è prossima alla fine.
Insomma il mood attuale è che se si finisce l'annata intorno a una crescita del 1/1,5% si tirerà un grosso sospiro di sollievo. C'è ben poco da stare allegri e basta guardare tutti gli indicatori economici della crescita prossimi allo 0 o negativi per essere preoccupati.
Ieri abbiamo visto la gente di Lehmann Bros. con gli scatoloni in strada. Ho paura che l'onda lunga qui debba ancora arrivare...
mercoledì 10 settembre 2008
Google tv ads
New York, 9 set. (Apcom) - Per la prima volta in assoluto Google sarà intermediaria nella vendita di spazi pubblicitari che avviene attraverso i canali televisivi. Il motore di ricerca numero uno al mondo inizierà infatti ad agire in qualità di broker per gli spazi tv di Nbc Universal, il network di proprietà della conglomerata General Electric.
Secondo quanto reso noto dal Wall Street Journal, l'accordo con Nbc permetterà ai clienti di Google di acquistare spazi pubblicitari di sei dei canali tv, inclusi Sci-Fi, Oxygen, Msnbc e Cnbc. Nbc e Google si spartiranno i proventi.
In questo modo il colosso di Montain View competerà in modo più aggressivo contro gli operatori televisivi via cavo, e si espanderà nel mercato pubblicitario televisivo. Google avrebbe avvicinato anche DirecTV, il maggiore operatore televisivo satellitare per numero di abbonati, tuttavia senza successo, stando a una fonte sentita dal Wsj.
Due punti di vista
A pochi giorni di distanza due interviste a due manager di importanti centri media, Vittorio Bonori di Zenith Optimedia e Walter Hartsarich di Aegis media, con argomento previsioni sull' andamento del mercato, mi hanno lasciato un po' perplesso. Nel senso che a me è parso di capire che uno dica una cosa e l' altro un' altra. E' il bello della pubblicità.....
Comunque la vecchia volpe Hartsarich ha detto una cosa molto sensata: "in tempi di crisi si compra meglio". Altro che engagement, digitale e bla bla bla...
Hartsarich
Bonori
martedì 9 settembre 2008
mercoledì 3 settembre 2008
Gare pubbliche (o private?)
In questi giorni è stato assegnato il budget media di Poste Italiane, riconfermato a Carat. Non mi ero accorto che la gara era stata indetta a Ottobre scorso!!! Quindi è passato un anno tra polemiche, ritardi, dimissioni e condizioni di acquisto degli spazi media molto cambiate. In soldoni, se ho presentato un documento di gara a dicembre 2007, lo stesso è valido ancora a Settembre 2008? Magari sono stati fatti dei correttivi nel corso dei mesi, questo non lo so onestamente, ma il dubbio rimane.
Inoltre sono state annullate due gare pubbliche: Enit e Regione Puglia. In quest' ultima leggo che la vincitrice sarebbe stata un consorzio "Edisud" comprendente anche Telenorba. Lo stesso consorzio si sarebbe inoltre ritirato prima dell' apertura delle buste. E' curioso che alle gare adesso possano partecipare anche gli editori. Il conflitto di interesse evidentemente non passa mai di moda.
Insomma, dei gran pasticci che non aiutano di certo a rendere trasparente e lineare il processo delle gare.
lunedì 1 settembre 2008
Sir Sorrell a Rimini
Sir Martin Sorrell, ceo di Wpp, ha partecipato al meeting di Rimini e ha rilasciato queste dichiarazioni (da Daily Net):
In relazione ai 7 elementi che stanno ridisegnando lo scenario come il gruppo si sta re-ingegnerizzando?
In ogni area, cerchiamo di dare una risposta alle istanze emergenti. Per quanto riguarda le principali due variabili, quella geografica e quella tecnologica (si veda DailyNet n° 143 del 28/08/08), attualmente il 25% delle nostre revenue proviene da aree come l’Asia o il Sud America e l’obiettivo è arrivare a un terzo dei ricavi nei prossimi cinque o sei anni. Analogamente, sul fronte digitale, vogliamo fare in modo che l’attuale 25% delle revenue cresca fino a un terzo del totale. Stiamo trasformando le sfide insite nei cambiamenti in opportunità. Per esempio: cerchiamo di rispondere al crescente bisogno di comunicazione interna attraverso la costruzione di modelli e programmi ad hoc per i nostri clienti; sul fronte della distribuzione, abbiamo mille persone nel mondo che forniscono consulenza per il retail, collegate a una rete intranet dedicata e chiamata “The Store”. Quanto alla sfida fra locale e globale, cerchiamo di fare in modo che, in ogni mercato, il nostro brand possa attrarre i talenti e i marchi migliori. Sulla Csr, infine, da 6-7 anni produciamo un Csr Report per raccontare cosa facciamo, in questo senso, in ogni mercato.
I cambiamenti come hanno influenzato il gruppo?
Già dalla metà degli anni Novanta, abbiamo identificato i due principali cambiamenti in gioco e iniziato a stabilire i nostri obiettivi. E i tempi ci stanno dando ragione. Il mio impegno, in qualità di fondatore dell’azienda e, probabilmente, ceo professionalmente più longevo della Gran Bretagna, ha a che vedere con un impegno molto personale nei confronti del business, cosa che non è cambiata da quando eravamo due persone in una stanza neanche adesso che il gruppo è composto di 110 mila persone.
Dal suo punto di vista, in che modo l’Italia si confronta con l’evoluzione in corso?
Come ho avuto modo di osservare nel corso dell’incontro di Rimini, dalle nostre analisi emerge uno sfasamento fra la percezione che gli stranieri hanno dell’Italia e quella che hanno gli italiani. La prima è sorprendentemente positiva, mentre la seconda non lo è. Non è una situazione tipica dell’Italia, anche in Gran Bretagna le cose vanno nello stesso modo. Ma questa percezione positiva è un’enorme forza da capitalizzare, per quanto pensare il contrario sia ormai uno sport nazionale. I trend di cui abbiamo discusso sono una sfida per tutte le cinque principali economie europee: tutte devono fare i conti con la concorrenza che viene da Brasile, Russia, India e Cina, solo per citare i principali player. Per quanto riguarda l’industria dei media, l’aspetto digitale è relativamente poco sviluppato in Italia. A differenza della Gran Bretagna, dove internet rappresenta già il 22% dello spending, non credo che l’Italia vada oltre il 3-4 per cento. Credo, però, che adesso il Paese abbia una più forte maggioranza che mette il Governo, almeno in teoria, effettivamente in grado di riformare le cose.
Mi sembra molto interessante la risposta sull' Italia. Sono d'accordo sull' aspetto della tendenza a piangerci addosso ma non ho ben capito l'ultima parte sul Governo. Cosa si aspetta Sir Sorrell dal governo? Una riforma totale del sistema dell' editoria o solo una riforma del "sistema" pubblicità? E' una frase buttata lì in un contesto ben diverso ma siccome il magnate inglese la sa lunga, forse ci dobbiamo aspettare dei cambiamenti....
