giovedì 27 novembre 2008

Crisi per tutti, non per gli spot

Per il primo trimestre del 2009 Publitalia ha dichiarato un aumento medio delle tariffe pubblicitarie del 1,7% "comunque al di sotto dell' inflazione" dicono dal loro ufficio marketing. Rai come al solito segue a ruota e dichiarerà un incremento simile. Giusto per essere chiari, significa che chi comprerà spazi in tv sulle reti Mediaset (e Rai) pagherà in media il solito incremento, che potrebbe anche essere più alto in funzione della tipologia di spot che si acquista.
Quello che mi chiedo è: siccome è oramai innegabile che l'erosione di share da parte di Tv sat e digitale è strutturale (circa 4 punti negli ultimi 5 anni di media tra Rai e Mediaset) perchè non si sente mai un'alzata di scudi da parte dell' UPA (Utenti Pubblicità associati) sul fatto che c'è una sostanziale contraddizione delle leggi della domanda e dell' offerta; vale a dire "io continuo a perdere ascolti però comunque ti aumento il listino". E' come se al mercato della frutta le mele facessero sempre più schifo e però tu le devi pagare di più.
Insomma, tempi di crisi, scende pure il prezzo della benzina, ma lo spot costa di più. Mah.

martedì 25 novembre 2008

Andamento web

(ANSA) - ROMA, 24 NOV - Nonostante la crisi finanziaria, continua l'andamento positivo del mercato pubblicitario on line: a ottobre - secondo i dati dell'Osservatorio Fcp (Federazione concessionarie di pubblicità)-Assointernet il fatturato pubblicitario registra un +18% rispetto allo stesso mese 2007. In particolare - segnala la Fcp - la tipologia Ad banners cresce del +24%; Sponsorizzazioni e bottoni del +20%; Altre Tipologie del +26%; SMS del +2%, E-mail e newsletter del +8%. Si registra invece una flessione della tipologia Keywords del -8%. L'andamento del mese di ottobre 2008, rispetto allo stesso mese del 2007, registra un incremento totale del +16%. Considerando ogni tipologia di prodotto, si rileva che Ad banners e Sponsorizzazioni e bottoni crescono rispettivamente del +37% e del +24%; la voce Altre tipologie presenta un incremento del +4%; diminuiscono invece del -14% gli SMS, - 12% le E-mail e newsletter e del -18% le Keywords. Considerando l'anno in corso, il mese di ottobre 2008 ha registrato in totale un incremento rispetto al mese di settembre 2008 (+ 17%). Nel dettaglio: Ad banners +27%, Sponsorizzazioni e bottoni + 30%, Altre Tipologie +4%, SMS +4%, E-mail/Newsletter -4%, Keywords +1%. Fcp ricorda che nel 2007 i fatturati dichiarati erano lordi e nel 2008 le dichiarazioni sono tutte relative ai fatturati netti. "Nonostante la grave crisi finanziaria globale abbia colpito anche l'Italia e tutto il settore dei media tradizionali - commenta il presidente di Fcp-Assointernet, Carlo Poss - continua l'andamento positivo del mercato pubblicitario online anche in ottobre, attestandosi al +18% rispetto allo scorso anno. Tutti i posizionamenti di pubblicità 'display' sono in crescita e questo dimostra che le aziende credono anche nell'online. Tuttavia, l'incertezza sulla fine dell'anno e sul 2009 dell'intero comparto media va comunque tenuta in attenta considerazione, anche se ci auguriamo che per il media online possa essere una grande opportunità rispetto agli altri mezzi".

lunedì 24 novembre 2008

Rai 4

Poichè la Sardegna dal 31 Ottobre è completamente passata al digitale terrestre, è interessante notare che in questa regione il nuovo canale Rai 4 ottiene il 3,3% di share nel prime time e il 3,7% nel giorno medio come risulta da alcune elaborazioni dello studio Frasi su dati Auditel. Se si pensa che la7 vale normalmente il 3%, Freccero può essere ben contento!
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giovedì 20 novembre 2008

Nuove TV

Ieri si è tenuto il convegno organizzato dall' Osservatorio nuove tv del Politecnico di Milano. In questa intervista il responsabile scientifico Andrea Rangone spiega i punti cardine della ricerca.

martedì 18 novembre 2008

Calabrò, la TV e l'acqua calda......

TV: CALABRO', IN ITALIA INTRATTENIMENTO MOSTRA LA CORDA

(ANSA) - ROMA, 18 NOV - I programmi di intrattenimento della televisione italiana, sia pubblica che privata, "mostrano la corda", secondo il presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò, il quale, pur ammettendo che "ci sono alcuni segnali positivi", ha sottolineato a margine di un convegno sull'etica nei media, la crescente distanza tra la televisione italiana e le altre grandi emittenti europee. "La televisione italiana negli ultimi tempi - ha detto Calabrò - non ha fatto passi avanti, mentre gli altri li hanno fatti: la Bbc, ad esempio, sforna prodotti di alta qualità, che ora possiamo facilmente vedere anche qui da noi, e la tv francese offre approfondimenti e servizi". Tuttavia, secondo il presidente dell'Agcom, il principale "problema di qualità" è rappresentato dal settore dell'intrattenimento, a suo giudizio troppo condizionato dalle esigenze pubblicitarie. "Credo che tutte le televisioni debbano liberarsi dall'assillo dell'Auditel, che porta a voler allargare il più possibile il target dei telespettatori, senza preoccuparsi del loro arricchimento culturale, obiettivo che una televisione che vuole essere servizio pubblico non può escludere". "Quando parlo di qualità - ha infine precisato - non parlo di una televisione appiattita su delle banalità ma moderna e viva".

G20

Dal blog di Marco Ferri, una riflessione intelligente sul rapporto tra potere e consumatori.

Diritti di negoziazione: da soli o in gruppo?

E' sempre in corso il dibattito sulla regolamentazione dei diritti di negoziazione fra i centri media e le varie associazioni di settore, in attesa di capire se il disegno di legge avrà poi un seguito. Sono mesi che se ne parla e non si vede nessuna novità. E' la normalità del "sistema Italia".
Poichè questo sistema di remunerazione è fondamentale per la sopravvivenza dei centri media mi domando cosa stia succedendo in questo momento di crisi e contrazioni degli investimenti pubblicitari. I diritti di negoziazione vengono infatti concordati a inizio anno sulla base delle performance globali del montante clienti di un' Agenzia attraverso varie scalette di crescita. Siccome a inizio 2008 nessuno aveva previsto il momento difficile attuale è ragionevole pensare che molti obiettivi con parecchie concessionarie non verranno raggiunti. Tradotto in soldoni questo vuol dire: congelamento degli aumenti e delle assunzioni e, nei casi limite, licenziamenti.
L'anomalia evidente è che il cliente/azienda partecipa direttamente e singolarmente a un concorso di crescita che vale per tutti i clienti del centro media. Quindi la domanda che mi porrei se fossi un cliente/azienda, ipotizziamo in trend di crescita per quanto riguarda gli investimenti: non mi converrebbe trattare il mio accordo separatamente e da solo? A mio parere si e mi sa che in parecchi ci stanno pensando.

mercoledì 12 novembre 2008

Polemiche radiofoniche reprise

Qualche mese addietro avevo parlato in un post di polemiche tra le varie concessionarie radio a proposito dell' indagine Audiradio.
Ora si è scatenata nuovamente la bagarre, principalmente tra RDS e Radio e Reti, a proposito del ranking dell' indagine. In poche parole, da una parte si sottolinea la superiorità dei primi tre network (RTL, RDS, e Deejay) dall' altra si rimarca che per pianificare correttamente la radio bisogna inserire nel media plan almeno sei o sette emittenti e non fermarsi a tre. Come al solito è partito il teatrino dei comunicati stampa e delle controrepliche.
A me sembra che all' interno di questo mezzo ci sia ancora una visione provinciale legata al proprio orticello.
Anche per la radio, come per La7, vorrei però dire una cosa sulla vendita della pubblicità. L'indagine Audiradio è strutturata sul quarto d'ora medio. Ebbene nessuno ancora riesce a pianificare secondo la tipologia della ricerca. Si comprano spot a rotazione su tutto l'arco della giornata o al massimo a fascia oraria (tipo 7-9, 11- 12). Poichè sappiamo però, grazie ad Audiradio, che all' interno della fascia 7-9, per esempio, ci sono ascolti molto differenti, ecco che non saremo mai certi di aver comprato il punto ora migliore.
Insomma di passi avanti da fare ce ne sarebbero parecchi, ma da parte degli attori del mercato (clienti, agenzie, editori) non si dice e soprattutto non si fa nulla.

Investimenti Gennaio Settembre

(ASCA) - Roma, 11 nov - Mercato stabile per la pubblicita' in Italia. Gli investimenti pubblicitari - spiega la Nielsen in una nota - nel periodo gennaio-settembre 2008 ammontano a 6.242 milioni in linea con il corrispondente periodo dell'anno scorso quando il valore era stato di 6.244 milioni. La variazione mensile settembre 2008 su settembre 2007 e' del -2,1%. Considerando l'andamento a livello di settori, da gennaio si registra un trend positivo per Tlc (+5,4%) ed Abbigliamento (+7,4%); negativo per Auto (-2,0%), Bevande/Alcoolici (-6,3%), Media/Editoria (-2,6%) e Finanza/Assicurazioni (-6,8%). Gli Alimentari sono stabili (+0,3%). I primi cinque Top Spender del periodo sono, nell'ordine: Unilever, Wind, Vodafone, Ferrero e TIM. L'analisi per mezzo evidenzia sul progressivo a settembre 2008 una leggera crescita della Televisione (+1,4%) e un rallentamento della Stampa (-4,5%). In particolare, i Quotidiani a pagamento registrano il -4,5%, con la Commerciale Nazionale a -7,9%, la Locale a +1,5% e la Rubricata/Di Servizio a -3,2%.

martedì 11 novembre 2008

Iab e futuro del web in Italia

Sono stato allo IAB Forum qualche giorno fa per vedere e capire se ci siano stati dei passi avanti nel comparto digitale. La risposta onestamente non la so dare. Forse, avendo una formazione da "media classico" è normale che sia così ma mi chiedo: ci sono realmente delle novità sconvolgenti che possono far pensare, soprattutto sul fronte dei budget dedicati al digitale nel media mix, che da qui a qualche anno questo settore possa erodere quote ai mezzi tradizionali? A me sembra di no. Potrò anche sbagliarmi e per fortuna le opinioni sulla rete rimangono a testimonianza futura.
Credo onestamente di aver visto le stesse cose di un anno fa con la differenza che l'anno scorso autorevoli opinionisti prevedevano incrementi per il 2008 anche superiori al 50% mentre ora siamo, se va tutto bene intorno al 15%. A proposito di queste cifre bisogna onestamente dire che a volte sono buttate lì nel mucchio a casaccio perchè è talmente vasta la possibilità di investire nella rete che è impossibile avere dei dati certi.
Inoltre mi sembra che gli addetti ai lavori vivano in continuazione all' interno di una autoreferenzialità da casta. Quanto siamo fighi e bravi noi del web, siamo come i pionieri del far west ecc. ecc.
Per carità, io ci credo, altrimenti non avrei creato un blog, ma attenzione che l'Italia non è il mondo (in questo caso purtoppo...) e che nonostante la crisi, la programmazione faccia schifo e il mezzo sia da prima guerra mondiale rispetto al web, la tv chiuderà l'anno vicina a crescita zero. Di questi tempi a me sembra un successo clamoroso rispetto al presunto +15% di internet.

giovedì 6 novembre 2008

Il caso La 7

Circa un anno fa La 7 era diventata finalmente un caso di successo editoriale: programmi intelligenti, palinsesto curato, specialmente in prime time, profilo dell' ascoltatore in linea con le aspettative pubblicitarie. Ora, sembra che tutto debba saltare per aria. Comitato di Redazione del TG sul piede di guerra, tagli e licenziamenti in vista.
Qualche anno addietro la nascita del famoso "terzo polo" venne uccisa nella culla,come ricordiamo tutti. Mi ricordo che Fabio Fazio se ne andò subito dopo aver presentato in pompa magna agli investitori la nascita di una tv diversa, finalmente slegata dai lacciuoli del duopolio. Si parlò a lungo dei colpevoli, mai trovati ma ben riconoscibili.
Mi colpisce nel comunicato del CdR che il Dott. Stella sia convinto che aumenterà il fatturato pubblicitario con lo stesso livello di share.
Caro Dott. Stella, ma non sarebbe meglio dimenticarsi della share ? Il fatturato pubblicitario de La7 non potrà mai aumentare fino a quando voi venderete i vostri spazi allo stesso modo delle corazzate del duopolio (o forse DELLA corazzata del monopolio). Non potete correre appresso al costo per contatto, svilendo la vendita con sconti improponibili vicini al 100%.
Sul punto di Magnolia, anche questa non è certo una novità. Ormai l'invasione di format "comprati" e non prodotti è inarrestabile, ma anche qui il peccato è a monte non a valle, ed è stato compiuto da chi per primo ha preferito puntare sull' esterno e non sulla produzione interna.
Peccato, La 7 ci piaceva....

martedì 4 novembre 2008

Gara media Renault Nissan

OMD si è aggiudicata il budget internazionale (esclusi USA e Giappone) di Renault Nissan in una gara che la vedeva contrapposta a Carat nella fase finale. Si tratta del terzo budget "pesante" conquistato dalla centrale guidata da Roberto Binaghi dopo quelli di Vodafone e Barilla. Indubbiamente il centro media del gruppo Omnicom dimostra di essere in questo momento il più dinamico, almeno sul mercato italiano.

lunedì 3 novembre 2008

La qualità del servizio pubblico

Dal Blog di Marco Ferri: tutti parlano di minor affollamento pubblicitario in tv e di maggior qualità dei programmi e a onor del vero sulla carta siamo tutti d'accordo. Ma perchè la situazione non cambia? Non c'è nulla da fare. Fino a quando non muterà profondamente la legislazione, su questo argomento possiamo versare fiumi di parole e di inchiostro. La TV avrà sempre di più una qualità scadente e i break pubblicitari saranno sempre più affollati.