L' AMACA
Repubblica — 18 giugno 2009 pagina 36 sezione: COMMENTI
Riassumendo: il calo della pubblicità ha colpito Mediaset per il 10 per cento, la Rai per il 20 per cento, la stampa quotidiana del 24 per cento (e stiamo parlando di montagne di quattrini, non di spiccioli). Se fossimo in una società di mercato, questi cali dovrebbero corrispondere in modo proporzionale al calo dei contatti. Ma non è affatto così. Rai va meglio di Mediaset e la stampa quotidiana ha perduto una percentuale di lettori molto ma molto inferiore al 24 per cento. Se ne deduce che questa non è una società di mercato. Non è il merito, non sono i risultati aziendali a dettare legge. È il potere, che amministra la crisi economica a suo vantaggio: nel caso del signor B un vantaggio al cubo: economico e politico. Due piccioni con una fava: riempie le sue tasche e colpisce la libertà d' espressione. Chi avesse dei dubbi in proposito potrebbe levarseli ripassando i diversi, espliciti interventi pubblici del signor B, che con serafica trasparenza ha invitato le aziende a non dare pubblicità ai media "disfattisti". È stato ascoltato, e anche molto applaudito da confindustriali e affini. È la conferma - ulteriore - che non bastano i quattrini per essere liberi. - MICHELE SERRA
venerdì 19 giugno 2009
L' Amaca
Argomento:
mercato dei mezzi
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