Analizzando i vari dati di audience/lettura dei vari mezzi nel mese di Gennaio si nota un trend ormai consolidato negli ultimi mesi di cui già abbiamo parlato in vari post. Tutti i dati sono in crescita e la mia idea é che la crisi gioca un ruolo importante in questa partita.
Nel dettaglio, per la tv aumentano del 6% gli spettatori del giorno medio rispetto allo stesso mese del 2008. Da rilevare il 10,2 di share medio delle tv satellitari, quindi Sky.
Aumentano pure gli ascoltatori radio 38,2 mio nel giorno medio del VI bimestre 2008rispetto ai 37,8 dell' ultima rilevazione Audiradio relativa al V bimestre.
Gli utenti internet attivi in Gennaio sono stati 21,8 milioni e in particolare il confronto con Gennaio 2008 mostra che in media ogni navigatore ha trascorso on line circa 6 ore in più visitando il il 21% di siti in più.
Per la stampa aumentano i lettori di quotidiani del 2,1% (23,2 milioni nel giorno medio) e tengono sostanzialmente i periodici. Bene anche la free press.
Ora la breve considerazione é la seguente. In tempi normali, con questi dati positivi, il costo della pubblicità dovrebbe salire. Invece in realtà sappiamo bene che sta scendendo perché le aziende investono meno e le concessionarie sono costrette a una politica di pricing aggressivo. In sostanza sarebbe un momento da sfruttare per quelle aziende che se lo possono permettere. Si paga meno per avere di più. Molti però hanno poco coraggio e la prima cosa che fanno è tagliare i costi della pubblicità. Bisognerebbe a mio parere non farsi prendere dall' ansia del "taglio" ma ragionare un po' di più.
venerdì 27 febbraio 2009
Dati di ascolto e tagli di budget
lunedì 23 febbraio 2009
Mercato Tv in Europa in calo
PARIS: Television Francaise 1, the French media group, saw total advertising revenues fall by 2.7% to €1.8 billion ($2.3bn; £1.6bn) in 2008 as marketers reined in their spending, a trend which was even more profound in Spain, where the broadcaster Antena 3 posted an adspend decline of 17.4% to €690.6m.
Television adspend is predicted to fall by 2–3% in the Eurozone-12 in 2009, and the French government is also phasing out advertising from the country's public service TV channels.
Private broadcaster Television Francaise saw net profits fell to €164m from €228m in 2007, with total revenues decreasing from €2.7bn to €2.6bn as a result of the advertising slump, and a decline in revenue of 9% is also predicted for this year.
Its core channel, TF1, saw total ad revenues fall by 4% to €1.6bn for the whole of 2008, including a 6.1% slump in the fourth quarter, and its parent company said the climate remained "bad" at the start of 2009.
Antena 3, which is Spain's second-largest commercial broadcast network, saw its total revenues decline by 18% to €767.5m, and profits decrease to €91m from 200m a year earlier.
The company said its audience share and ad revenues were hit by the Spanish economic downturn, and said that the country's advertising market as a whole shrunk by 11% in 2008.
TVN, which is Poland's biggest commercial broadcaster, also saw its profits fall by 35.5% in the final quarter of 2008 to 85.6 million zlotys, but its ad revenues grew by 10.8% to 466.7m zloty ($124m).
However, media company Agora has predicted the Polish ad market will decline in size by 2% this year.
Data sourced from Wall Street Journal/Reuters
martedì 17 febbraio 2009
La stampa costa troppo
Leggo che Angelo Sajeva a.d. di Mondadori Pubblicità affronta la crisi offrendo target. Nel senso che poichè Mondadori ha in portafoglio tante testate è in grado anche di fornire pacchetti personalizzati in funzione del pubblico di riferimento. Non so bene come ha chiuso il 2008 Mondadori ma so che la stampa ha chiuso a -7% e si prevede un 2009 intorno al -20%.
Secondo me la pubblicità in Italia sulla stampa costa troppo. Non si può pagare 10 volte il costo contatto della tv. Le pagine sui quotidiani nazionali a 40/45 mila euro sono fuori da ogni logica rispetto alla situazione attuale. Il problema è che tornare indietro non si può, a meno di "dimagrimenti" colossali all' interno delle case editrici e delle concessionarie. Chi investe non è più disposto a pagare determinate cifre per la presenza su un mezzo in crisi come la stampa, e forse vorrebbe qualcosa di più in termini di servizi e opportunità commerciali, per esempio dei nuovi formati, cito la prima cosa che mi viene in mente.
mercoledì 11 febbraio 2009
Fiorello, Mentana ecc.ecc.
L'elettrocardiogramma della nostra cara Tv non è sicuramente piatto in questo periodo. Soprattutto Sky sembra lanciare un'offensiva importante, soprattutto sul fronte delle acquisizioni di personaggi di rilievo. Fiorello sicuro da Aprile, Mentana probabile, magari tra un pò il bravo scolaretto Fazio. Questi signori possono spostare l'asse degli ascolti? Fiorello forse si ma il punto, sul fronte pubblicitario che più ci interessa, è che dopo l'aggressione al mercato con vendite di giganteschi pacchettoni stile Publitalia primi anni 80, forse i prodi commerciali di Mr. Murdoch dovrebbero rivedere la strategia complessiva. Se tu hai Fiorello, mettiamo Mentana ecc. ecc., dovresti costruire qualcosa su misura anche per gli investitori. Nel senso che magari si è disposti a pagare di più Fiorello ma senza l'aggiunta di canali e canaletti a zero ascolto. Ci riusciranno? Cederanno alla tentazione di continuare a ragionare al Kilo?
lunedì 9 febbraio 2009
Stampa in crisi
Parlando con una persona di una concessionaria é emerso che nel comparto della stampa gli addetti ai lavori si aspettano una chiusura dell' anno tra il -20 e il - 30%. A me sembra una percentuale esagerata, ma nel caso in cui drammaticamente si avverasse ci troveremmo di fronte alla peggiore crisi strutturale nel settore della pubblicità degli ultimi decenni, con chiusure di testate e centinaia di licenziamenti. Quello che si percepisce e si vede adesso é una corsa all' ultima offerta con pagine di quotidiani a prezzi stracciati o addirittura in omaggio e soprattutto la tendenza di alcuni settori "chiave" come la moda a stringere i cordoni della borsa.
Si sente parlare di mega fusioni tra editori/concessionarie che danno l' impressione pero' di operazioni di alta finanza per tranquillizzare la borsa piuttosto che di effettive strategie a medio/lungo termine.
Certo che è veramente un momento difficile e l'impressione è quella di un settore in chiara difficoltà le cui carenze strutturali e di coesione fanno avvicinare piu' al baratro che alla salvezza.
martedì 3 febbraio 2009
Sky e le altre in battaglia (o no?)
Ho trovato questo articolo di Ernesto Assante sulla situazione del mercato italiano della TV molto interessante ed esaustivo. Mi permetto di dire che si fa un gran parlare dell' approdo a Sky delle varie star o presunte tali come di un passo importante verso la futura spallata di Mr. Murdoch alle reti terrestri, ma secondo me é sempre e solo una faccenda legata al vil denaro. Sky ha sparigliato in un momento di crisi offrendo valanghe di pepite ai signori in questione (che poi per il momento sono due) e adesso vediamo che succede, perché in qualche modo chi investe si aspetta un ritorno, e anche in tempi veloci.
lunedì 2 febbraio 2009
Crisi e media
A giudicare dagli ultimi dati generali di audience/letture relativi alla chiusura 2008, è evidente che la crisi porta dei benfici ai mezzi di comunicazione. Come già commentato in altri post, il fatto di dover fare maggiormente attenzione alle spese in famiglia, comporta automaticamente un maggior numero di ore passate in casa e, inevitabilmente, davanti alla tv, ascoltando la radio, navigando su internet.
Infatti, la tv fa registrare un aumento sensibile del bacino di ascolto a Dicembre (le satellitari, quindi Sky, si avvicinano al 10% di share), la radio ritorna ai livelli dei mesi centrali del 2008 (38,2 milioni di ascoltatori nel giorno medio), i navigatori del web attivi a Dicembre sono stati 22 milioni contro i 21, 3 di Novembre. Le community on line hanno avuto un boom (73% degli internauti contro il 63% di Novembre). Il tempo medio online passa da 20 a 26 ore per persona.
Anche i dati dell' ultima indagine Audipress fanno registrare un aumento dei lettori dei quotidiani del 2,1% rispetto all' ultima rilevazione.
La mia lettura personale di questi dati è che è proprio la crisi che sta facendo aumentare il tempo dedicato ai mezzi di comunicazione. Non mi sembra proprio che se ne possa dedurre un interesse maggiore del pubblico verso dei contenuti che obiettivamente sono sempre più scadenti, soprattutto sulla tv.
