martedì 31 marzo 2009

Caporetto, qualche numero in più

MILANO (ITALPRESS) - Difficile inizio d’anno per l’advertising: a gennaio si registra, secondo Nielsen Media Research, una variazione del -18,7% rispetto al gennaio del 2008. La contrazione, con diversa intensita’, riguarda la maggior parte dei mezzi. Dei ventiquattro settori in cui e’ classificato il mercato solo due, Finanza/Assicurazioni e Enti/Istituzioni, sono in crescita. Wind, Ferrero e Vodafone guidano la classifica dei Top spender a gennaio 2009.
L’analisi dei mezzi mostra che la Televisione, considerando sia i canali generalisti che quelli satellitari, ha una flessione sul mese del -15,7%. Tra i principali settori si evidenzia il calo di Alimentari (-15,7%), Auto (-25,9%) e Telecomunicazioni (-2,8) e l’exploit di Finanza/Assicurazioni (+80,7%).
La Stampa, nel suo complesso, ha un calo gennaio su gennaio del -25,5%. I Periodici diminuiscono del -27,3% con l’Abbigliamento a -27,0%, l’Abitazione a -9,2% e la Cura persona a -26,1%. I Quotidiani a pagamento mostrano una flessione del -25,8% con l’Automobile, il settore piu’ importante, che riduce gli investimenti del -50,4%. Il primo mese dell’anno e’ negativo anche per la Radio che fa registrare il -30,9%, per l’Outdoor (-21,9%), per il Cinema (-34,2%) e per le Cards (-17,3%). Performance, invece, positiva per Internet che cresce del +1,8% superando nel mese i 40 milioni.

venerdì 27 marzo 2009

Caporetto pubblicitaria

Ieri improvvisamente ha chiuso la free press 24 minuti del Sole 24 Ore. A vedere questi numeri qui di seguito sui dati ufficiali del mercato a Gennaio credo che purtroppo prima di fine anno di notizie del genere se ne sentiranno ancora.
Inoltre mi chiedo un' altra cosa: il complesso sistema delle remunerazioni che coinvolge in un triangolo virtu/vizioso editori, centri media e clienti come può reggere di fronte a crolli di questo genere? Non vorrei che l' attore che sta nel mezzo (leggasi centro media) si trovi in braghe di tela e anche in questo caso ci si potrebbe attendere qualche ridimensionamento pesante nel corso dell' anno. E' ovvio che non è più possibile garantire alle concessionarie lo stesso livello di investimenti e poichè il premio di fine anno ai centri media è basato su scalette a crescere, è impensabile che gli editori (senza una lira neppure loro) tirino fuori soldi su decrementi....

Il mercato a Gennaio 2009 mostra un calo degli investimenti pari al -18,5% verso l’omologo mese del 2008.

Cinema: -34,2%
Periodici: -27,3%
Totale Quotidiani: -24,2%
Quotidiani a pagamento: -25,6%
Free/Pay Press: -7,8%
TV: -15,9%
TV senza satellitari: -16,2%
Radio: -31,9%
Affissione: -21,9%
Internet: +1,8%

venerdì 20 marzo 2009

Così disse....

Ho letto il titolo di questo articolo qui sotto e mi sono detto: "Bene, ci saranno degli spunti di discussione di carattere strutturale, cioè sull' intero sistema dei mezzi". Invece poi vado a leggere, e la motivazione per cui levare una rete al servizio pubblico sarebbe una cavolata, è il fatto che non ci si guadagnerebbe nulla in termini di pubblicità, così disse Confalonieri. Bah, mi vien da dire....

COLOGNO MONZESE (Reuters) - Togliere la pubblicità a una rete Rai, come proposto dal ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi e come già avvenuto in Francia, è "una cavolata".

E' il commento di Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, interpellato al riguardo da un analista.

"A pelle direi che è una stronzata, una cavolata. In Francia l'operazione è stata inutile, nulla in più è arrivato alle altre emittenti (in termini di pubblicità)", ha detto.

La crisi vista dai Centri Media

Da "Prima Comunicazione", numero 393, Marzo 2009

Non c’è dubbio che la crisi in atto sia profonda. Ed è quasi impossibile provare a indovinare quando finirà. Un tentativo su cui invece si stanno misurando alcuni degli analisti in forza alle centrali è quello di provare a immaginare che ‘forma’ avrà. “Non è affatto un esercizio sterile”, commenta sul tema Roberto Binaghi, “perché può essere importante sapere prima se, come immaginano i più ottimisti, avrà una forma a V, con un rimbalzo che ci riporterà agli stessi valori di prima o se, come suggeriscono i pessimisti, avrà lo stesso disegno di una L, con una fase di stagnazione successiva al tonfo”.
Per l’ad di Omd per adesso è sensato aspettarsi una crisi con la forma del simbolo della radice quadrata: “Ci sarà un rimbalzo e risaliremo, perché in tutto quello che sta succedendo c’è senza ombra di dubbio anche una componente psicologica e mediatica. Ma temo proprio che non torneremo alla condizione di partenza e che il periodo di assestamento del mercato durerà a lungo e sarà su un livello più basso di quello a cui ci eravamo abituati”.
Luca Vergani, ai vertici di Mediaedge:cia, sottolinea anche gli effetti ‘trasformazionali’ che questa fase critica finirà per avere su scenario e attori: “Dalla crisi non si uscirà a V”, commenta Vergani, “perché nulla tornerà come prima, ma neanche a L perché non ci sarà il deserto dopo la tempesta. La crisi”, continua, “ha accelerato un trend già in atto, che è quello di un maggior coinvolgimento dei singoli nell’economia”. In primo luogo secondo il manager cambieranno definitivamente le cose “la volontà dei consumatori di essere presi in considerazione dalle aziende e la richiesta di maggior possibilità di scelta. Da questa crisi se ne uscirà con un cambio profondo di modelli di business e vinceranno le aziende che sapranno riorganizzarsi per ascoltare e dialogare coi propri consumatori e con loro arrivare alla definizione di prodotti e servizi magari sempre su larga scala, ma con un processo di ‘customizzazione’ aperto ed efficace. Nel web 2.0 l’utente trova uno strumento potentissimo per cercare, confrontare, dialogare con le marche. Le aziende si devono preparare ad aprire conversazioni con i loro clienti per fidelizzarli; anche perché il costo di acquisizione di un nuovo cliente è progressivamente maggiore di quello necessario a fidelizzarne uno esistente”.
Alla guida di Mediacom, Attilio Redivo propone un altro segno simbolico per decrittare il futuro. “Sulla forma della crisi”, dichiara, “tra la V e la L scelgo senza dubbio la U. Non credo che sarà una cosa velocissima, ma a un certo punto ripartiremo. Mi piacerebbe avere elementi concreti per provare a immaginare quando, ma a oggi prevale l’incertezza. Piuttosto mi sembra che si sia in pieno nella fase in cui cominciano a sentirsi gli effetti sull’economia reale di esuberi, ristrutturazioni, cassa integrazione… Tutto ciò rischia di generare un importante effetto domino perché è inevitabile che chi non guadagna non consuma come prima. La speranza? Si deve contare sull’impatto positivo generato da forti decisioni di politica economica prese a livello globale, ad esempio negli Usa”.
Marco Muraglia non crede alla spinta di Obama per invertire il corso degli eventi globali: “Al di là delle dimensioni o della profondità della crisi attuale è difficile immaginare un’ipotesi a V, ovvero con un rimbalzo breve. Rispetto a situazioni apparentemente simili fronteggiate in passato esistono infatti delle differenze significative: il Pil degli Stati Uniti vale ora solo un quarto di quello mondiale e per immaginare delle misure utili a favorire la ripresa è quindi necessario che anche l’altra metà del mondo (ovvero Cina ed Europa del G16) condivida la linea di intervento; rimanendo alla sola Europa, l’impressione è che le consultazioni al momento siano ancora tendenzialmente bilaterali e non unitarie”. Il contesto farebbe pertanto propendere il manager per la forma a L, con un periodo più lungo di incertezza. Ma Muraglia si dichiara convinto che ci sia lo spazio per incidere positivamente sulla situazione e che un ruolo sensibile possa averlo proprio il mondo della comunicazione.
“Una misura fondamentale a livello nazionale sarebbe quella di ricostruire un clima di fiducia relativa: la base dei comportamenti umani, sia che si tratti di singoli, sia che gli stessi siano responsabili di impresa, è basata sulle aspettative; se queste sono positive ci si comporta di conseguenza, con spirale negativa in caso contrario. Si tratterebbe quindi”, continua Muraglia, “senza cadere in proclami di falso ottimismo, di evidenziare e comunicare alcuni aspetti positivi che comunque si manifestano e che potrebbero risultare di stimolo a un atteggiamento psicologico che favorisca la ripresa. La velocità di uscita dalla crisi sarà certamente determinata da interventi strutturali, ma anche dalla comunicazione e da quanto i media valorizzeranno i segnali positivi”.

lunedì 16 marzo 2009

Mediaset mangia spot

Bello questo articolo dall' ultimo numero dell' Espresso in cui si tenta di capire perchè Mediaset stia aumentando le proprie quote pubblicitarie pur in tempo di crisi. Non c'è però neanche un accenno al ruolo degli intermediari (centri media o che dir si voglia) che sappiamo bene essere di FONDAMENTALE importanza in questo argomento per vari aspetti, soprattutto dal lato delle remunerazioni delle agenzie. E' curioso che chi ha lavorato o lavora in un centro media è ben difficile che si stupisca di quello che c'è scritto, mentre leggendo i commenti dei lettori ce ne sono alcuni che lasciano trasparire un totale disincanto.

venerdì 13 marzo 2009

Stati Generali della Pubblicità

In più di un'occasione, commentando il sistema della pubblicità in Italia, ho espresso la modesta opinione che possiamo discutere di crisi, ammodernamento, convergenza tra i mezzi fino alla noia, ma se non si cambiano le regole, o meglio le leggi, l' ingessatura del mercato sarà inossidabile. Ed è ovvio che chi ci perde in primis è la carta stampata come ben dice il presidente della Fieg Malinconico. Ieri e l'altro ieri si è tenuto il summit della pubblicità a Roma. Pensavo ci fosse qualcosa di interessante da commentare ma sinceramente, leggendo i riassunti dei vari interventi non ho trovato nulla di rilevante. Forse perchè ho letto per prima cosa il discorso di apertura del Presidente Upa Lorenzo Sassoli. Se avete tempo leggetelo, c'è da riflettere...

lunedì 9 marzo 2009

Pesante inizio anno per la stampa

PUBBLICITA’: FCP, -25% FATTURATO STAMPA A GENNAIO
ROMA
(ANSA) - ROMA, 6 MAR - Comincia con il segno negativo il 2009 per il mercato pubblicitario della stampa: a gennaio il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale ha registrato un andamento in flessione del 25% rispetto allo stesso mese del 2008. E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Stampa Fcp, la Federazione delle concessionarie di pubblicità. Questo dato - fa notare Fcp - è la conseguenza di andamenti diversi all’interno dei mezzi stampa rilevati. I Quotidiani in generale hanno registrato una diminuzione di fatturato del -25% e una diminuzione degli spazi del -15%. La tipologia Commerciale nazionale ha registrato un -32% a fatturato ed un -17% a spazio. La tipologia Di Servizio ha visto un -26% a fatturato e un -18% a spazio. La tipologia Rubricata ha segnato un calo del -12 % a fatturato e del -14% a spazio. La pubblicità Commerciale locale ha ottenuto un -19% a fatturato ed un -14% a spazio. I Quotidiani a pagamento - rileva ancora Fcp - hanno registrato un andamento uguale a quello dei quotidiani in generale. I quotidiani Free Press hanno segnato andamenti in calo a fatturato (-28%) e a spazio (-18%). Diminuisce del -29% il fatturato della commerciale nazionale e del -23% quello della locale, mentre gli spazi registrano un andamento rispettivamente del (-26%) e del (-13%). I Periodici in generale hanno registrato un fatturato in diminuzione rispetto allo stesso mese del 2008 (-26%) ed un calo degli spazi (-19%). I Settimanali hanno ottenuto variazioni negative sia a fatturato (-32%) sia a spazio (-22%). Per i Mensili si registra una diminuzione di fatturato del -22% e un calo degli spazi -17%. Le Altre Periodicità hanno riportato una flessione sia del fatturato (-13%) che dello spazio (-15%). (ANSA).

venerdì 6 marzo 2009

Agenzie o Centri Media?

Mainardo De Nardis, amministratore delegato OMD mondo, dice che il centro media non esiste più. Adesso c'è l' Agenzia di Comunicazione. C'è un punto in cui a precisa domanda "cosa ha la comunicazione all' estero in più rispetto all' Italia" egli risponde "“Professionalità. Credibilità. Rispetto”. Porca miseria, letta in questo modo bisognerebbe chiudere le saracinesche e andare a casa....Mah. L'unica cosa che mi rompe è che dovrò cambiare il nome di questo blog da centromedia a agenziadicomunicazione :)

giovedì 5 marzo 2009

Via una rete, via dall' Auditel

In mezzo alle varie notizie su crisi, stupri e altro, periodicamente si legge qualcosa sulla soppressione di una rete Rai. Oggi il Ministro, Dott. Bondi, si fa sentire. In una lettera a Repubblica (ohibo') egli si lancia nella proposta di escludere tale rete dall' Auditel e, citando Alessandro Baricco, che per la verità, in un altro intervento parlava della tv come un potente strumento di condizionamento delle masse (scopertona anche questa) e il presidente Sarkozy, ci viene a dire che:
"Una rete svincolata dall'auditel permetterebbe quindi di sperimentare nuovi linguaggi e nuovi format e consentirebbe a maggior ragione la messa in onda di temi ignorati come quelli della cultura, che solo negli aridi palinsesti della tv italiana sono considerati meno proficui dell'intrattenimento, spesso inutilmente volgare".
La verità la sappiamo. In tempi di crisi, iniziamo a levare una rete. Chi deve pianificare la pubblicità in tv a quel punto sarà costretto a buttare un po' di soldi dall' altra parte per rimanere visibile. Altro che Baricco, cultura e altro.