Il tasso di inflazione a giugno è sceso al +0,5% annuo, rispetto al +0,9% registrato a maggio. Lo comunica l'Istat, in base alla stima provvisoria. Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,1%. Il tasso tendenziale rappresenta il livello più basso dal 1968, quando si fermò allo 0,4%. L'inflazione acquisita per il 2009, che si avrebbe, cioè, se si continuasse a registrare lo stesso livello rilevato a giugno (+0,5%), è pari al +0,7%.
L'indice armonizzato (quello utilizzato come parametro per il calcolo dell'indice europeo da Eurostat) registra nel mese di giugno una variazione di +0,2% rispetto al mese precedente e una variazione di +0,6% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
Gli aumenti congiunturali più significativi dell'indice per l'intera collettività si sono verificati per i capitoli trasporti (+0,9%) e ricreazione, spettacoli e cultura (+0,6%); variazioni nulle si sono registrate nei capitoli bevande alcoliche e tabacchi e istruzione. Variazioni negative si sono verificate nei capitoli comunicazioni (-1,2%), servizi sanitari e spese per la salute (-0,5%), prodotti alimentarie e bevande analcoliche e servizi ricettivi e di ristorazione (-0,1%).
Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli bevande alcoliche e tabacchi (+4,9%), altri beni e servizi (+2,4%) e istruzione (+2,1%). Variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli trasporti (-4%), comunicazioni (-0,9%) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,1%). Frena decisamente la corsa degli alimentari: su anno +1,9%.
(fonte repubblica.it)
Riguardo alle politiche commerciali dell'autunno Rai, l'ad Sipra ha stimato ascolti pubblicitari in linea con quelli dell'anno passato e un aumento delle tariffe pubblicitarie del 2%, in linea con l'inflazione programmata.
(Fonte Sipra)
D' accordo che è programmata, ma visto il trend non si potrebbe almeno dire che se continua così l'economia si può pensare anche a modificare i listini?
Oppure facciamo tutto con lo sconto?
Questa è un' altra cosa che non ho mai capito dell' "economia pubblicitaria"...
martedì 30 giugno 2009
Inflazione: opinioni diverse
giovedì 25 giugno 2009
Cortocircuito mediatico
In questo ultimo periodo si è parecchio accentuato il cortocircuito che coinvolge istituzioni e media. L'aspetto che più mi incuriosisce è il confermato "suggerimento" del premier a industriali & c. a non dare pubblicità al giornale Repubblica e/o altri che scrivono menzogne. Ora, poichè sappiamo che circa l' 80% dei budget in Italia passa dai centri media si potrebbe pensare che da domani, vista la potenza di fuoco del premier, questo giornale avrà sempre meno rilievo nelle pianificazioni. Io penso che non cambierà proprio nulla. I centri media hanno tanti difetti ma su questo fronte, sicuramente si basano su dati e numeri, oppure anche a logiche commerciali, perchè no, ma sicuramente questi condizionamenti non mi sembra possano essere presi in considerazione.
Invece è interessante il solito aspetto: le istituzioni della pubblicità che dicono? Vale a dire UPA, Assocomunicazione ecc.ecc. Potrebbero pure loro prendere posizione e dire quello che ho scritto qui sopra. Si tratta in fin dei conti di difendere la loro posizione e il loro lavoro. Magari mi sono perso qualcosa ma non mi sembra di avere letto nulla. Sicuramente accadrà nei prossimi giorni non ne dubito...
p.s.: chiaro che se invece è uscito qualcosa e me lo sono perso, ritiro tutto e faccio gli applausi.
martedì 23 giugno 2009
Gennaio-Aprile: - 18%
PUBBLICITA’: NIELSEN, -18% PRIMI 4 MESI, CRESCE SOLO INTERNET
(AGI) - Roma, 23 giu. - Gli investimenti in pubblicita’ sono ancora in calo, mentre aumentano solo su internet (+6,7% nei primi 4 mesi 2009) e in cui si fa sentire la presenza crescente dei giocatori d’azzardo on-line: e’ quanto emerge dagli ultimi dati diffusi dalla Nielsen. Nel primo quadrimestre di quest’anno gli investimenti pubblicitari ammontano a 2.860 milioni con una diminuzione del -18% rispetto al corrispondente periodo del 2008. Il confronto mensile, aprile 2009 verso aprile 2008, fa registrare il -17,4%. Wind, Vodafone, Ferrero, Volkswagen, Unilever, Barilla, Procter&Gamble, Danone, Fiat Div. Fiat Auto e L’Oreal sono i Top Spender dei primi quattro mesi dell’anno con 390,7 milioni euro, il - 13,4% in meno del corrispondente periodo del 2008. Di queste dieci aziende soltanto tre hanno incrementato gli investimenti rispetto all’anno scorso, mentre la maggior parte li ha ridotti di oltre il 20%. L’analisi dei mezzi mostra per la televisione, considerando sia i canali generalisti che quelli satellitari (marchi Sky e Fox), una flessione gennaio-aprile 2009 verso gennaio-aprile 2008 del -15,3% e sul singolo mese di aprile del -15,1%. La stampa, nel suo complesso, da gennaio ha un calo del -25,6%. I periodici diminuiscono del -29,5% con l’abbigliamento a -29,2%, la cura persona a -27,6% e l’abitazione a -26,8%. I quotidiani a pagamento mostrano una flessione del -22,7% con l’automobile e l’abbigliamento, i due settori piu’ importanti, che riducono gli investimenti rispettivamente del -36,6% e del -31,5%. In contrazione la raccolta dei quotidiani free/pay press (-29,0%). La radio diminuisce del -19,2% nel quadrimestre e del 16,9% nel confronto mensile. Tra i settori in positivo nel mese di aprile 2009 si evidenziano: Auto, distribuzione e tlc. Fanno registrare variazioni negative affissioni (- 33,4%), cinema (-21,9%), cards (-27,2%) e direct mail (-17,4%). Performance, invece, positiva per internet che cresce del +6,7% superando i 188 milioni. Aumenta anche l’out of home tv (+10,7%). (AGI) Red/Ccc (Segue)
PUBBLICITA’: NIELSEN, -18% PRIMI 4 MESI, CRESCE SOLO INTERNET (2)
(AGI) - Roma, 23 giu. - Per quanto riguarda, in particolare, internet, le rilevazioni Nielsen sono aggiornate al mese scorso. A maggio 2009 i navigatori attivi sono stabili a 22 milioni. L’arrivo della bella stagione riduce lievemente il tempo speso online, che e’ 27 ore e 20 minuti, circa 25 minuti in meno rispetto ad aprile. I consumi di internet sono stati comunque alti se confrontati con il mese di maggio del 2008: ogni navigatore si e’ collegato in media 35 volte contro le 30 di un anno fa, ha trascorso online 5 ore e 45 minuti in piu’ e ha visitato 79 siti, 7 in piu’. Per quanto riguarda le categorie di siti piu’ visitate, non cambia nulla in termini di ranking nelle prime 5 categorie. Tra le altre categorie, da segnalare la crescita dei siti di news e di sport (entrambi +6% rispetto ad aprile) e di quelli legati alla salute, al benessere e al fitness (+7%), mentre in termini di tempo speso online si segnala la forte crescita dei siti di scommesse e azzardo online (Gambling /Sweepstakes), che con la legalizzazione del poker online in Italia sta vivendo un vero e proprio boom con oltre 5 milioni di utenti che passano online in media due ore al mese (il 3% del time budget complessivo di internet). Oltre 6 milioni di individui si collegano a internet dal cellulare o da un altro dispositivo mobile. Per quanto riguarda le categorie piu’ visitate, al primo posto troviamo i portali generalisti, visitati da quasi il 90% dei navigatori mobile. Seguono poi le email, utilizzate da oltre la meta’ e i siti di news, che attraggono piu’ di un terzo degli utenti web in mobilita’.
venerdì 19 giugno 2009
Costo per grp
Siccome è stato segnalato da un lettore che il costo per grp , cioè il coefficiente che serve per misurare quanto si paga rispetto al pubblico/target che si ha come obiettivo in tv, sarebbe in calo di circa il 30%, sarebbe interessante capire come è composto questo calo. Abbiamo detto che il cpg è il rapporto costo/audience quindi: gli investimenti calano del 10/12% circa mi sembra (almeno su Mediaset), e l'audience invece è in aumento, nom so bene di quanto ma comunque non può essere un incremento mostruoso. A questo punto il -30% è fatto tutto o quasi dalle condizioni commerciali che vengono applicate in questo periodo, credo. Quindi, a che livelli di sconto si sta arrivando? Si può immaginare che si è ritornati ai golden years `80 quando venivano distribuiti mega pacchettoni?
L' Amaca
L' AMACA
Repubblica — 18 giugno 2009 pagina 36 sezione: COMMENTI
Riassumendo: il calo della pubblicità ha colpito Mediaset per il 10 per cento, la Rai per il 20 per cento, la stampa quotidiana del 24 per cento (e stiamo parlando di montagne di quattrini, non di spiccioli). Se fossimo in una società di mercato, questi cali dovrebbero corrispondere in modo proporzionale al calo dei contatti. Ma non è affatto così. Rai va meglio di Mediaset e la stampa quotidiana ha perduto una percentuale di lettori molto ma molto inferiore al 24 per cento. Se ne deduce che questa non è una società di mercato. Non è il merito, non sono i risultati aziendali a dettare legge. È il potere, che amministra la crisi economica a suo vantaggio: nel caso del signor B un vantaggio al cubo: economico e politico. Due piccioni con una fava: riempie le sue tasche e colpisce la libertà d' espressione. Chi avesse dei dubbi in proposito potrebbe levarseli ripassando i diversi, espliciti interventi pubblici del signor B, che con serafica trasparenza ha invitato le aziende a non dare pubblicità ai media "disfattisti". È stato ascoltato, e anche molto applaudito da confindustriali e affini. È la conferma - ulteriore - che non bastano i quattrini per essere liberi. - MICHELE SERRA
mercoledì 17 giugno 2009
Accensione digitale terrestre Lazio
Cavolo, chissà come sono contenti gli investitori. Ma glieli rimborseranno?
TV: DIGITALE; SWITCH OVER CRITICO NEL LAZIO, ASCOLTI GIU’
ROMA
(ANSA) - ROMA, 17 GIU - Switch over critico nel Lazio per Raidue e Retequattro da ieri sul digitale terrestre. A parte le problematiche tecniche e quelle relative alla risintonizzazione dei canali, il passaggio ha praticamente dimezzato gli ascolti tv rilevati dall’Auditel, in attesa che tutti si dotino del decoder digitale. Ieri nel Lazio nell’intera giornata Raidue ha avuto il 3,71% di ascolti, rispetto al 6,75% di lunedì 15 e all’8,47% di martedì scorso. Retequattro ieri si è attestata sul 4,03% rispetto al 5,52% di lunedì 15 e al 5,56% di una settimana fa. In prime time situazione ancora più critica: per Raidue il 3,89% rispetto al 6,97% del giorno prima e al 10,51% di una settimana fa. Retequattro ieri al 4,77% cresciuta rispetto al 3% di lunedì 15 ma in flessione rispetto al 5,24% di martedì 9. Se per Raidue la flessione si è fatta sentire in prime time, Retequattro ha subito perdite maggiori nella seconda serata, da sempre apprezzata dal pubblico per la programmazione cinematografica. Ecco così che dal 7,93% di lunedì 15 è passata al 5,80% di ieri, così come Raidue dal 5,72% è passata al 3,36% registrato ieri. Primi dati che valgono evidentemente per questo momento iniziale di passaggio e testimoniano come lo switch verso il dtt non sia stato indolore, almeno sotto il profilo degli ascolti. (ANSA).
L'autunno Rai.
Presentazione dell' autunno Rai ieri. Da Youmark.
E' stata presentata una nuova ricerca di Eurisko denominata "target di visione" che identifica e aiuta, in teoria, a selezionare meglio i target e di conseguenza a pianificare correttamente le reti Rai. Io sono rimasto agli strumenti "classici" di pianificazione che utilizzano il dato Auditel su target sociodemografico e quindi: come faccio a pianificare gli "onnivori", gli "eclettici" ecc. ecc. della nuova ricerca? A me sembra che si vada troppo avanti con le ricerche rispetto alla realtà della pianificazione televisiva che si vive tutti i giorni nei centri media e nelle agenzie.
In contemporanea esce il solito refrain dello spostamento dei budget sulle reti Mediaset per motivi politici, secondo Repubblica. Vero o non vero che sia mi sembra che ci sia una voragine tra quello che viene regolarmente presentato alle convention Rai e Mediaset (e pure La 7 e Sky) rispetto, ripeto, alla routine di tutti i giorni.
Ultima cosa che non capisco: oggi è uscito il dato sull' inflazione: 0,8, mai così bassa dal 1968. Eppure leggo che i listini Rai aumenteranno in Autunno del 2% secondo l' inflazione programmata. Non sono un economista, ma se dovessi comprare spot Rai in autunno una domandina su questo punto la farei.
p.s. il discorso dei listini ovviamente vale anche per Mediaset
domenica 14 giugno 2009
Tv-15% Stampa-26%
(Teleborsa) - Roma, 12 giu - Nel primo quadrimestre 2009 gli investimenti pubblicitari sono stati pari a 2.860 mln, registrando una flessione del 18% su base annua mentre su base mensile sono scesei del 17,4%. Lo rende noto un'analisi della Nielsen Media Research, in cui si evince che Wind, Vodafone, Ferrero, Volkswagen, Unilever, Barilla, Procter&Gamble, Danone, Fiat Div. Fiat Auto e L'Oreal sono i Top Spender dei primi quattro mesi con 390,7 mln euro, il -13,4% del corrispondente periodo del 2008.
Tra queste 10 aziende solo 3 hanno incrementato gli investimenti rispetto all'anno scorso, mentre la maggior parte li ha ridotti di oltre il 20%.
La televisione registra una flessione nel periodo gennaio-aprile del 15,3% rispetto allo stesso periodo del 2008 del 15,1% solo nel mese di aprile.
La stampa, nel suo complesso, da gennaio ha registrato un calo del 25,6%.
Investimenti media sugli allori
Ogni tanto anche il nostro lavoro salta agli onori della cronaca. E chi poteva far risaltare un aspetto non secondario legato al "sistema pubblicità" se non il Sig. Silvio Berlusconi? Infatti ieri durante l'intervento al convegno dei giovani imprenditori di S.Margherita, a un certo punto del discorso, il capo del governo ha invitato la platea a non investire in pubblicità sui giornali che sarebbero sempre pessimisti. Poi si è corretto dicendo che si riferiva a Franceschini, ma intanto l'ha detto (1 Opportunity To See, diremmo noi, è passata). Oggi Emma Marcegaglia avrebbe dichiarato che sono affari delle Aziende come e dove investire i propri denari (E' anche editore del Sole, non dimentichiamolo).
La cosa interessante invece del discorso di ieri è che ci sono stati diversi accenni a Publitalia, a come si deve vendere ecc.ecc. (vedi video sopra). Siccome il Nostro non fa e non dice niente a caso, mi viene da pensare che abbia avuto sottomano qualche numero sull' andamento della pubblicità e così tra un pensiero a Gheddafi, uno all' economia e uno agli attacchi personali, ci ha buttato dentro anche questo.
venerdì 12 giugno 2009
Nielsen IAA
Ieri presentazione Nielsen/IAA sull' andamento della pubblicità. Dicono che si chiuderà a -11%.
Da Youmark.it
martedì 9 giugno 2009
Altri giri di poltrone
Periodo intenso nei centri media. Dopo il valzer Binaghi/Girelli ecco quello Hartsarich/Malegori. Mi viene in mente che gira che ti rigira tutti questi nomi sono in qualche modo sempre collegati a Marco Benatti. Anche Walter Hartsarich, che iniziò con lui, ma potrei anche sbagliarmi, un attività in Veneto negli anni 80, pionieri dei centri media. E lui, Benatti intendo, che farà?
Aegis Media, Hartsarich lascia. Arriva Malegori
09/06/2009
Aegis Media, la media comunicazione unit di Aegis Group p.l.c., annuncia la nomina di Giulio Malegori nel ruolo di ceo di Aegis Media Italia a partire dall’11 gennaio 2010. Giulio prenderà il posto di Walter Hartsarich, attualmente presidente e ceo di Aegis Media Italia, che si ritira alla fine dell’anno dopo 18 anni di attività nel Gruppo.
Walter rimarrà non executive chairman di Aegis Media Italia e inoltre entrerà nell’executive board di Aegis Media Latin America. Giulio arriva in Aegis Media da MindShare dove ha svolto diversi executive incarichi e come ultimo quello di business development director MindShare Worldwide. Riporterà a Marie-Laure Sauty De Chalon, ceo di Aegis Media Sud Europe.
In Italia, Aegis Media è presente con tutti i marchi del network: Carat, Vizeum, Posterscope e Isobar. Commentando in una nota la nomina, Jerry Buhlmann, ceo di Aegis Media Worldwide, dà il benvenuto a Malegori "che porta con sè la capacità di gestione del business media communication sia nazionale che internazionale" e ringrazia Hartsarich per il lavoro svolto.
mercoledì 3 giugno 2009
Dati FCP stampa Aprile 2009
Ancora sofferenza per la stampa ed è facile prevedere a questo punto una chiusura del 2009 tra il -20 e il -30. La cosa che salta all' occhio è la evidente "flessibilità" sul prezzo per quanto riguarda i quotidiani . Infatti gli spazi diminuiscono molto meno in percentuale rispetto al fatturato. Sembrerebbe un fenomeno, questo, leggermente più contenuto sui periodici. Qui probabilmente entra in gioco, non so fino a quando, la tendenza di alcuni settori (moda per es.) a privilegiare la posizione all' interno della testata. Chiaro che su questo punto gli editori ancora cedono poco.
Osservatorio Stampa FCP
Aprile 2009
Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale ha registrato nel mese di aprile 2009 un andamento in flessione rispetto allo stesso mese del 2008 (-26%).
Questo dato è la conseguenza di andamenti diversi all?interno dei mezzi stampa rilevati.
I Quotidiani in generale hanno registrato una diminuzione di fatturato del -23% ed una diminuzione degli spazi del -9%.
La tipologia Commerciale nazionale ha registrato un - 27% a fatturato ed un -2% a spazio.
La tipologia Di Servizio ha visto un -25% a fatturato e un -9% a spazio.
La tipologia Rubricata ha segnato un calo del -10% a fatturato e del -13% a spazio.
La pubblicità Commerciale locale ha ottenuto un -18% a fatturato ed un -10% a spazio.
I Quotidiani a pagamento hanno registrato un andamento simile a quello dei quotidiani in generale.
I quotidiani Free Press hanno segnato andamenti in calo a fatturato (- 31%) e a spazio (-19%). Diminuisce del -33% il fatturato della commerciale nazionale e del -26% quello della locale, mentre gli spazi registrano un andamento rispettivamente del (-22%) e del (-16%).
I Periodici in generale hanno registrato un fatturato in diminuzione rispetto allo stesso mese del 2008 (- 31%) ed un calo degli spazi (- 24%).
I Settimanali hanno ottenuto delle variazioni negative sia a fatturato (- 32%) sia a spazio (- 24 %).
Per i Mensili si registra una diminuzione di fatturato del -30% e un calo degli spazi - 25%.
Le Altre Periodicità hanno riportato una flessione sia del fatturato (-16%) che dello spazio (- 23%).
Rispetto ai dati progressivi del mese di marzo 2009 i quotidiani presentano mediamente una situazione stazionaria. Tra le testate periodiche si registra un lieve miglioramento dei settimanali.
Audiradio e Giuliano Ferrara
E' uscito un articolo su MF del 2 Giugno in cui, parlando della risoluzione del contratto di Giuliano Ferrara con Radio 24, si imputava a quest'ultimo un calo di ascolti di 200.000 persone rispetto a un fantomatico periodo precedente. Sappiamo che non è vero, nel senso che essendo cambiata l'indagine audiradio, non si possono fare riferimenti a indagini pregresse e infatti il giorno successivo è uscita sullo stesso giornale la precisazione del direttore di Radio 24, Fabi.
Nello stesso articolo (del 2 giugno) si dice anche che gli investitori sarebbero stati contenti della trasmissione di Ferrara e si cita una soglia fantomatica di almeno 2.000.000 di radioascoltatori per Radio 24 al di sotto della quale non sarebbe conveniente fare pubblicità su questa emittente. A me piacerebbe che ci fosse questa sofisticazione nel media planning ma temo che ancora si compri un tot al Kg, anche a causa di politiche commerciali delle emittenti non focalizzate sul reale ascolto per quarto d'ora. Speriamo che tra un annetto la nuova indagine "audiradio diari" consenta uno sviluppo anche in questo senso.
...Segue....
Marco Girelli alla guida di Omd
03/06/2009
Marco Girelli è il nuovo amministratore delegato di Omd in Italia, il centro media del gruppo Omnicom, dove prende il posto di Roberto Binaghi da oggi vice direttore generale della Manzoni.
Girelli, una lunga esperienza nel mondo dei centri media, e’ stato tra l’altro a capo di Groupe M di Wpp, lascia Rcs Pubblicità dove si è occupato di marketing digitale e sviluppo multimediale.
(Primaonline)
Poltrone in movimento
"de Nardis/OMD, questa mattina sveliamo il successore
di Roberto Binaghi, ovviamente, passato in Manzoni Pubblicità. Lo dice a youmark Mainardo de Nardis, ceo OMD Worldwide, che riconosce a Binaghi il merito di aver svolto un ottimo lavoro, convinto che l'ex ceo di OMD Italia si troverà particolarmente a suo agio nella nuova posizione, essendo forse il mondo dei mezzi più consono alle sue caratteristiche umane e professionali rispetto a quello delle agenzie.
Per quanto riguarda gli obiettivi futuri, de Nardis non nasconde la voglia di primeggiare anche nel nostro paese, "essendo OMD la più grande agenzia media del mondo e in Europa". Forte dei risultati conseguiti negli ultimi tempi, come l'acquisizione dei budget Barilla, Vodafone e Renault/Nissan. Senza il timore che 'l'uomo si porti via ciò che aveva portato', visto che "per fortuna non va in una sigla concorrente e che comunque i manager se ne vanno ma i clienti restano, salvo i turnover fisiologici", conclude portando ad esempio la sua esperienza personale"
Mi colpisce la frase "il mondo dei mezzi è più consono alle sue caratteristiche". Io pensavo che R.Binaghi fosse più consono al mondo dei centri media e in particolar modo allo sviluppo e alle ricerche. Bisogna constatare invece che è in atto una certa migrazione dalle agenzie agli editori.
martedì 2 giugno 2009
Moda in ritirata?
Le concessionarie stampa sono attaccate unghie e denti ai "modaioli" e guardate che dice uno di loro. Secondo me tra un po' vedremo qualche spot in più anche da questo lato.....
Roberto Cavalli, 68 anni, stilista, una nipote di un anno e mezzo, dice oggi a IlSole24Ore che una delle tante follie alle quali il mondo della moda si è lasciato andare è stata la mole degli investimenti pubblicitari sui magazine patinati e sulla carta stampata.
“La costosissima pubblicità sui giornali serve a poco”. Cavalli si rende conto di aver detto una cosa pericolosa e mette le mani avanti, quasi a scusarsi: “Lo so che gli editori ed i direttori mi odieranno, ma è proprio così: le pagine le controllano più gli addetti ai lavori che i clienti”.
Lo stilista fiorentino spiega che “per attirare i consumatori è meglio vestire Victoria Beckham e poche altre: quelle sono le foto che le donne guardano dal parrucchiere e che orientano gli acquisti”.
