Questa è fantastica. La riprendo come argomento anche se ci sono già dei commenti nel post precedente. Da oggi siamo tutti autorizzati ad andare a spiegare in Azienda o dai Clienti che le campagne pubblicitarie possono essere interpretate. Cioè si possono avere dei risultati di comunicazione " a capocchia". Infatti, la trasmissione "crossmediale" di ieri sera di Santoro & C. avrebbe fatto o il 13% di share oppure il 2% a seconda della logica politica con cui, appunto, la si interpreti. E' una svolta, ammettiamolo. Il costo per grp, gli ascolti, il target...chisseneimporta vale tutto!
venerdì 26 marzo 2010
lunedì 15 marzo 2010
Trattativa selvaggia
Parlando con alcune persone di diversi centri media è venuto a galla che è praticamente impossibile mantenere o rispettare tutti gli impegni presi sul fronte dei prezzi della pubblicità nelle innumerevoli gare del 2009. Questo perchè si fa troppo affidamento sulla crisi delle concessionarie e si pensa che si possa arrivare fin sotto il fondo del barile già raschiato. E` evidente però che oltre un certo limite non si possa andare. A questo punto che fare? In molti contratti c' è la classica penale e credo che molte agenzie preferiscano pagarla piuttosto che perdere un cliente dopo appena un anno. E' un sistema malato che chiama in causa la misurazione del ritorno sulla pubblicità, tema che ognuno degli attori coinvolti vede a proprio modo, a volte senza una linea comune.
C' è pure un altro aspetto. Se sono costretto a buttarmi nel baratro per ottenere sempre più sconto, accettando anche le logiche legittime della concessionaria che, nei vari "pacchetti" infila anche veicoli assolutamente fuori target, che fine fa il mio ruolo di consulente sulla scelta dei migliori mezzi per veicolare il messaggio del mio cliente?
martedì 2 marzo 2010
Conflitto d'interessi in Francia
In Francia c'è subbuglio per la possibilità che il gruppo Publicis entri a far parte del consiglio d' amministrazione di France television publicité, la concessionaria della tv statale. In questi giorni è curioso vedere che i concorrenti (Omnicom, Wpp) stanno riempiendo le pagine dei quotidiani con annunci diretti al ministero delle telecomunicazioni per fermare quello che si presenta come un gigantesco conflitto di interessi. Viene da ridere a pensare alla stessa situazione in Italia.
Qui un articolo (l'ho trovato solo in francese) che spiega come stanno andando le cose.
